Oggi 3 novembre si celebra il cliché day.
Il cliché è un'espressione banale e priva di originalità per definizione. Non voglio scadere e cadere nell'elencare i banali stereotipi sulle donne, ancora tanti purtroppo molto radicati. Ogni tanto ci illudiamo che stiano sparendo o quanto meno cambiando, ma io non ci credo mica tanto.
Così, visto che fra la figura della donna e la specie del ghepardo ci sono tantissime analogie, mi soffermo sui cliché di cui è vittima questo splendido animale.
Se penso al ghepardo il cliché per eccellenza è descriverlo limitandosi unicamente alla sua velocità o per chi vuole alzare l'asticella è associare il ghepardo al potere, visto che nell'antichità era spesso l'animale di re, faraoni o sultani. Il potere in questo caso però non è il suo, ma di colui che lo aveva messo al guinzaglio e reso schiavo. Questo dovrebbe farci riflettere, il simbolo del potere in realtà era in gabbia: a volte il potere stesso diventa una gabbia, magari d'oro, ma pur sempre una trappola.
I cliché non sono altro che parole o espressioni di cui si è abusato e hanno perso il loro significato o valore iniziale, addirittura diventando qualcosa non solo banale, addirittura fastidioso.
Un po' quello che è successo anche al ghepardo. Da splendido animale, quasi magico, a un elemento fastidioso per l'equilibrio dell'habitat dove oggi cerca di sopravvivere all'estinzione. La perdita di habitat, a causa dell'uomo ovviamente, lo spinge ad avvicinarsi e a cacciare gli animali d'allevamento delle fattorie, diventando così un cliché fastidioso da eliminare.
Ma quando e perché succede questa trasformazione in negativo? Cosa ci spinge a detestare qualcosa o qualcuno che prima invece aveva un'accezione positiva per noi?
La noia? La ripetizione? La mancanza di stimoli? O semplicemente la cattiveria?
Io credo semplicemente sia la mancanza di empatia.
A volte prima di " buttare" via qualcosa perché ritenuto appunto un cliché ripensiamo a cosa era prima per noi, ricordiamo il bello, rispolveriamo la magia che lo ha reso speciale ai nostri occhi. Chiediamoci magari anche se e dove abbiamo sbagliato noi e forse ciò che domani sarebbe potuto diventare un banale cliché conserverà quell'essenza unica che ha oggi.
Impariamo ad avere più cura di tutto e tutti e ricordiamoci di prenderci cura non solo degli altri, ma anche di noi, forse proprio così ci ricorderemo quanto sia brutto essere trascurati e dimenticati, esattamente come un cliché.
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