lunedì 12 dicembre 2022

Sì, Ester. Santa Lucia esiste

 


     

    Il titolo di questo post non è casaule, riprende il titolo di un film del 1991 che consiglio a tutti alla fine di questa mia riflessione.

Non mi pongo il problema di quando Ester smetterà di credere alla S. Lucia, forse perché finché ci credo io ci crederà anche lei.

So bene che a scuola gira la voce che “la Santa Lucia non esiste, ma è la mamma o il papà…” anche ieri sera a cena ha rifatto la domanda. Non mi sono ne’ impapinata né arrabbiata, ma con un aplomb invidiabile le ho detto di prendere il calendario appeso in cucina e di andare sul 13 dicembre e leggermi cosa ci fosse scritto.

Santa Lucia! la risposta.

Ecco, vedi è scritto lì, esiste perché è esistita.

    Ognuno può raccontarsela come vuole, io preferisco dirle che dove Santa Lucia non arriva, arrivano mamma e papà perché tutti hanno bisogno di una mano e i bambini sono tanti e lei non può arrivare dappertutto.

Ma lo stupore e la meraviglia che una notte magica da sola può creare vive oggi come vivrà fra cento anni e cento ancora…

     E per tutti gli stettici consiglio calorosamente un film su Netflix, un po' vecchiotto,  "Yes, Virginia, there is a Santa Claus” (“Sì Virginia, Babbo Natale esiste”) ispirato a un fatto realmente accaduto:

  Nel 1897 Virginia O'Hanlon, una bambina di otto anni, chiese al padre, Philip O'Hanlon, chirurgo e medico legale di Manhattan, se Babbo Natale esistesse davvero oppure no (come le avevano detto altri bambini). Il padre le suggerì di scrivere al quotidiano conservatore New York Sun. Virginia scrisse questa lettera:

«Caro direttore, ho otto anni. Alcuni dei miei piccoli amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto: “Se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero”. La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale? Virginia O’Hanlon»

Il direttore del giornale  affidò la risposta a Francis Pharcellus Church, veterano del giornalismo. Questi era stato un corrispondente durante la Guerra di secessione americana, in cui aveva avuto modo di vedere grandi sofferenze e soprattutto la mancanza di speranza e di fede diffusa in gran parte della società americana. Malgrado il testo dell'editoriale non fosse molto evidente nell'impaginazione del giornale (era infatti in settima pagina), la risposta che Church diede a Virginia, ed in definitiva a tutta l'America, commosse molte delle persone che lo lessero. Tanto che, a distanza di oltre un secolo, esso rimane l'editoriale più ristampato sui giornali di lingua inglese, sopravvivendo ai due autori della vicenda.

Il pezzo di Church è entrato nella storia del giornalismo, poiché esso non solo risponde positivamente alla domanda della bambina, ma fa un discorso culturale ben più ampio e profondo, controbattendo il dilagante "scetticismo tipico di questa era piena di scettici".


Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Tutte le menti, Virginia, sia degli uomini che dei bambini, sono piccole. In questo nostro grande universo, l’uomo ha l’intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall’intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.

Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.

Non credere in Babbo Natale! È come non credere alle fate! Puoi anche chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d’occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.

Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini.


    Una lettera così dovremmo stamparla e appenderla al frigo e la mattina, specie quelle mattine grigie,  rileggerla e risvegliare il bambino che ognuno ha dentro di sè.  La bellezza di questa notte è tutta qui  nell’abbandonarsi, anche solo per una notte, nel credere alla santa Lucia porta i regali, nel credere che possano diffondersi ovunque  la gioia, la speranza. Illusioni? Fantasie? Forse. Ma anche potenti strumenti per rendere la vita di ciascuno di noi migliore.

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